| Il turismo del vino, cronaca di un successo annunciato
Il
turismo del vino nel ‘93 non aveva neanche un nome: era una
semplice forma d’escursionismo quasi sconosciuta in Italia.
Oggi è una delle nuove frontiere del turismo in Italia e
attira migliaia di visitatori, sia italiani che stranieri. Anima
e motore di questa rilassante e divertente forma di turismo è
il Movimento Turismo del Vino, un’associazione
di imprenditori convinti che le visite alle cantine sono fondamentali,
oltre che per un forte recupero dell’ambiente e delle tradizioni
rurali, per accrescere la cultura del vino e per dare prospettive
di sviluppo alle aziende ed ai loro territori. Dal ’93 ad
oggi la volontà e l’impegno di questi 700 imprenditori
hanno trasformato l’Italia del vino da un Paese di cantine
chiuse in un Paese di Cantine Aperte, come con
un azzeccato slogan è stata chiamata la manifestazione di
maggior rilievo del Movimento, organizzata ogni anno l’ultima
domenica di maggio.
L’enoturismo piace ai giovani
Negli
ultimi due anni l’incremento maggiore di turisti del vino
si è avuto tra gli “under 35” e moltissime
coppie di giovani hanno riscoperto il fascino delle bottiglie di
qualità ed hanno assaporato i vini e le suggestioni delle
cantine. A loro è indirizzato il concorso per vignettisti
e fumettisti Spirito di Vino. Tra le principali
motivazioni del viaggio compare il vino.
L’Italia è una tra le più ambite mete di vacanza
nel mondo. Ad attirare turisti da tutti i continenti sono la cultura,
l’arte, i paesaggi e, sempre più, anche la qualità
dei suoi vini. Questo dato emerge dalla ricerca Marca Italia, commissionata
dal Dipartimento del Turismo della Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
Le cifre del Turismo del vino
Anche sull’onda del crescente favore per i turismi “alternativi”,
il turismo del vino è destinato ad intercettare sempre più
importanti quote di mercato: infatti, secondo una ricerca del Censis
Servizi Spa, questa forma di escursionismo contrassegna ormai tutte
le stagioni dell'anno, e la dimostrazione arriva dai flussi in progressivo
aumento che contraddistinguono soprattutto i distretti ad alta vocazione
ed immagine vinicola. Si stima che gli enoturisti siano circa 5
milioni e che entro il 2002, l’enoturismo dovrebbe raggiungere
i 5.000 miliardi di business.
I segreti del successo
Il vino, che da alimento base si sta sempre più trasformando
in occasione per migliorare stile e qualità della vita (e
per questo sta avendo anche sempre più appeal tra i giovani),
è ormai un pretesto per alimentare la fantasia alla scoperta
di territori, esplorazioni di cantine, ricerca di prodotti, assaggio
di cucine, convivialità inattese. Questo scenario, prospettato
da ricerche sociali, conferma che l’enoturismo è un
efficiente volano, in presenza, però, di strategie di territorio
e con standard di qualità elevati, per muovere flussi, grazie
al mix dei suoi principali elementi: cultura, paesaggio, vino, cucina,
arte, prodotti agroalimentari, artigianato artistico.
L’identikit dell’enoturista
Questo
l’identikit dell’enoturista:
Maschio e straniero
Età compresa fra i 26 e 50 anni
Livello socio-enonomico medio/alto
Il suo obiettivo: conoscere meglio il vino e avere un motivo in
più per fare una gita nel verde della campagna.
Cosa lo attrae: i territori dei grandi vini, dove il paesaggio è
più suggestivo, i ristoranti propongono piatti tipici, gli
abitanti sono cordiali, il clima è buono e c’è
un ricco patrimonio storico-artistico. |